Amazon: ecco come farà sparire i negozi e i brand

Qualche giorno fa, nel buglio della mia cameretta (in realtà seduto alla mia scrivania in ufficio), stavo riguardando vecchi video su YouTube, cercando di trarre qualche buona idea per promuovere il marketplace. Scorrendo la cronologia mi sono imbattuto in un video di Marco Montemagno, pre-pandemico che si intitolava “Amazon: ecco come farà sparire i negozi e i brand”, pubblicato nel lontano ottobre 2017. Stranamente mi sono reso conto che conteneva già quegli elementi che in piena pandemia mi hanno portato a pensare, realizzare e proporre il marketplace.

Il pelato di Brighton, ancora una volta se ce ne fosse stato il dubbio, aveva ben interpretato le fonti e i segnali dal futuro; analizzando il mondo degli States (USA, Stati Uniti d’America) che normalmente anticipano di qualche anno le tendenze economiche, ha ben identificato la rotta presa da Amazon (ma no solo: eBay, Wish, Alibaba, ecc..) nei riguardi del mercato RETAIL (vendita al dettaglio).
Vi lascio al video di Marco Montemagno.

Ora qualcuno potrebbe pensare che ce l’ho con Amazon. Nulla di più falso, tra l’altro sono un loro affezionato cliente “Prime”. Nulla mi fa più piacere che ricevere il giorno dopo sulla porta di casa, il prodotto ordinato il giorno prima comodamente dal mio divano.
Ciò nonostante ritengo che sia molto più salutare: per me, per il pianeta, per la commessa del negozio di moda di Deruta, per il titolare dell’azienda proprietaria del negozio di moda, per il consulente del lavoro dell’azienda, per il consulente fiscale dell’azienda, per il grossista di moda di Udine e perché non anche per l’agenzia delle entrate; che io mi infili le scarpe da ginnastica e me ne vada a comprare i miei boxer di Coveri nell’esercizio commerciale di vicinato a Deruta.

Dilemma amletico: Restare comodamente sul divano e ordinare online i boxer su di un marketplace, facendoli arrivare direttamente dal magazzino centrale di Coveri al portone di casa; o infilarmi le scarpe da ginnastica, uscire di casa indossare la mascherina FFP2, rispettare il distanziamento sociale, sanificarmi le mani diverse volte, attendere compostamente che nel negozio ci siano massimo cinque persone, comprare in tutta furia i miei boxer di Coveri nell’esercizio commerciale di vicinato a Deruta e rischiare di farmi se va bene quindici giorni di quarantena e tre tamponi.

Ma, anche no. Ma la soluzione è davanti agli occhi di tutti, almeno di quelli che la vogliono vedere. Se possiamo avere un “Amichevole Spider-Man di quartiere”, perché no possiamo avere un “Amichevole Marketplace di quartiere”. Il marketplace di prossimità è un sito di e-commerce dove i produttori locali, gli esercenti e le imprese del territorio (magari della regione) possono vendere direttamente ai Clienti locali che altrimenti comprerebbero online su eBay, Whish, ePrice, Amazon.

Strano, ma vero esiste e ci state navigando dento adesso. Shopping Umbria è il vostro Amichevole Marketplace di quartiere, almeno per chi risiede nella regione Umbria. Meditate gente, meditate.

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